Andare a creare backlink è uno dei punti saldi dai quali partire per ottenere una campagna finalizzata a migliorare con successo il posizionamento sui motori di ricerca. Facendo link building possiamo “costruire” link che partendo da altri siti punteranno direttamente al nostro, proprio per mezzo di questo concetto di backlink. Ma che cosa succede se andiamo a costruire una campagna che sia non completamente corretta e strutturata sul concetto di crescita? In questo caso rischiamo di mettere in pericolo il nostro sito, esponendolo alle ire di Google. Ovviamente però a tutto vi è un valido rimedio!

Con questa guida andremo a scoprire insieme come operare al fine di non avere alcun problema con Google, imparando anche alcune regole base per il corretto posizionamento sui motori di ricerca, partendo proprio dall’uso di backlink. Insieme impareremo a:

– realizzare una campagna SEO funzionante;

– salvaguardare il sito tenendolo lontano dalle sanzioni.

Attenzione però: non siamo qui per fornire idicaazioni atte alla manipolazione del Pagerank di Google. Anzi, se siete in cerca di questo tipo di consigli o stratagemmi, purtroppo questa guida non risulterà essere affatto utile. Insieme lavoreremo unicamente per costruire in modo progressivo una crescita del vostro sito, così da indirizzare il traffico dei motori di ricerca nel tempo, appunto come Famastudio opera per la propria clientela.

CHE COSA SI INTENDE PER TIER 1 ?

Facciamo una piccola premessa doverosa: quando parliamo di link building dobbiamo sapere che si struttura su diversi livelli, detti Tier (1,2 e 3); il tier 1 riguarda tutti i link che sono stati creati in altri siti o attraverso i social network per creare un collegamento diretto verso il nostro sito. Di conseguenza i Tier 2 sono link indirizzati verso i tier 1 e infine i tier 3 creano link verso i tier 2. Si differenziano tra loro per un fattore di qualità primaria che va man mano a diminuire scendendo di livello.

E’ presto detto che i backlinks più importanti saranno proprio quelli che colpiranno direttamente il nostro sito, quindi è fondamentale cercare di strutturare questi link al meglio per massimizzare la crescita. Prima di arrivare alla corretta strategia di link building è però importante verificare che il nostro sito sia completo e pronto per passare a questa fase di sviluppo per il posizionamento sui motori di ricerca. Bisogna cercare sempre di creare meno backlink possibili puntando a massimizzare il risultato, poiché l’acquisizione di un collegamento è costosa e richiede non poco tempo (visto che andremo a farlo per ogni singolo link che troviamo sul sito). Ma come si fa ad avere un sito funzionale? Dobbiamo sempre assicurarci di trovarci di fronte a un progetto tecnicamente ottimizzato, ben strutturato, con contenuti di valore in modo da renderlo reattivo. Analizziamo subito tutto ciò di cui abbiamo bisogno prima di aprire il capitolo legato all’acquisizione dei link.

ERRORI INTERNI AL SITO

Il nostro sito deve essere solido: partendo da questa certezza bisognerà quindi andare ad operare in modo da rimuovere qualsiasi possibile errore tecnico che potrebbe poi avere conseguenze anche in fase di link building. Se vogliamo avere una campagna SEO efficace bisogna incastrare al meglio i pezzi del nostro puzzle, analizzando ogni possibile errore tecnico. Dovrete quindi verificare:

  • La velocità di caricamento del sito;
  • La versione mobile;
  • La presenza di contenuti duplicati;
  • I redirect 302;
  • Errori 404;
  • Duplicazione dei META dati;
  • Usi non corretti delle direttive.

Al fine di poter rilevare tali errori dovrete affidarvi all’analisi tramite alcuni tool che comprendono Screaming Frog, Search Console di Google e Pingdom, che testa i tempi di caricamento del sito.

SITO BEN STRUTTURATO

Altro aspetto importante nel voler sviluppare il nostro sito per il posizionamento sui motori di ricerca, riguarda la struttura stessa della pagina o del blog che abbiamo creato. Quello che Google chiede è un sito che sappia presentarsi in modo completo non solo per tematica, ma anche per contenuti; in fondo è una prerogativa che incuriosisce anche l’utente. Inutile pensare di creare un sito che non abbia un importante contenuto, capace di diversificarsi nella vasta rete di materiali e siti che ad oggi troviamo regolarmente operativi sul web.

E’ proprio il contenuto del sito a segnare il successo o il possibile fallimento della nostra campagna SEO: quando i contenuti scarseggiano e sono poveri, il traffico sarà molto più difficile da indirizzare.

Non create articoli o post privi di un significato concreto, pur allungandoli fino a raggiungere anche le 400 parole: Google e i suoi algoritmi ci mettono pochissimo a prendersi gioco di chiunque tenti questa strada, ma il discorso cambia qualora si voglia concentrare il proprio contenuto su un particolare tema, attribuendogli anche una parola chiave ben specifica. Meglio occuparsi della redazione di un minor numero di post, purché questi siano strutturalmente completi, piuttosto che eccedere nella quantità ignorando la qualità.

 

Per raggiungere il nostro scopo di crescita dobbiamo sempre cercare di muoverci in modo pulito, rispettando i punti fermi dati da Google in modo da evitare ogni tipo di sanzione, ma affidandoci solo al lavoro più corretto. Fino a pochi anni fa era possibile intraprendere un tipo di comportamento opposto, per mezzo dei PBN (Private Blog Network), seguendo la via dello sviluppo SEO con una pratica osteggiata da Google, che ha poi penalizzato diversi PBN nel corso del tempo (Vedi anche: Google Penguin 4 Real Time).

Diciamocelo: sconsigliamo sempre di lanciarsi nella creazione di un sito PBN che nel giro di uno o due mesi potrebbe anche garantire di salire a livello di posizionamento sui motori di ricerca, ma il tempo e le spese d’investimento spesso si rivelano tutt’altro che meritevoli.

Con la giusta concentrazione sul tema, sui contenuti e la qualità sarà invece possibile vedere ottimi risultati per le nostre campagne SEO a lungo termine, evitando soprattutto le spiacevolissime sanzioni.

TIER 1: COME INIZIARE

Arriviamo quindi al Tier 1, svelando quali siano le regole per costruire i backlink in maniera corretta e funzionale, guardando al traffico del vostro sito con sempre maggior interesse, mese dopo mese, registrano crescite che risultavano inaspettate fino ad ora. Ci sono quindi 5 punti fermi che dobbiamo imparare a conoscere:

  1. Rilevanza strutturale: sì, vogliamo ripeterlo ancora perché la rilevanza di un backlink funzionale vale molto più di 10 backlink ritenuti incompleti. La rilevanza di cui parliamo fa riferimento non solo alla pagina e ai suoi contenuti, ma anche al livello di dominio.
  2. Authority site: entriamo in contatto con questi siti che sono website ben strutturati e rispettati all’interno del loro settore. Si parla di altissima qualità di un sito utile che pubblica informazioni e link affidabili. Partono da un tema centrale che viene sviluppato e approfondito completamente. Per poter analizzare la qualità dei link e stimare il traffico di utenza è possibile muoversi su tre opzioni: SEM Rush, Maestoso o Ahrefs.
  3. Traffico reale: è fondamentale ottenere solo backlinks legati a siti attivi che abbiano quindi un traffico reale, così da poter consolidare la vostra posizione. E’ vero, si tratta di backlinks difficili da ottenere, ma sono anche i più gratificanti a livello tecnico.
  4. Anchor text: quando creiamo un link verso un sito o una pagina, usiamo l’anchor text per selezionare il contenuto del link ipertestuale. Si tratta di un fatto fondamentale nell’ottica del posizionamento sui motori di ricerca del nostro sito e della campagna di link building. Vedi il nostro articolo su come ottimizzare gli anchor text.
  5. Backlinks “puliti”: dovremo sempre concentrarci sui backlinks da siti che hanno standard alto, esaminando un sito per vedere quali siano i reali contenuti dello stesso, in modo da mantenere la nostra rete operativa pulita il più possibile. Per fare un esempio concreto, teniamoci sempre alla larga da contenuti come “gambling” oppure “viagra” e discorsi a loro correlati. E’ sempre meglio evitare di avere un collegamento diretto con il nostro sito, poiché il rischio di sanzioni in questo caso peggiora drasticamente.

Sarà quindi importante seguire questi cinque punti per poter tracciare una linea di confine che delimiti la zona di pertinenza del nostro sito.

 

QUESTIONE DI NETWORK

E’ possibile recarsi in qualsiasi forum SEO per acquistare i backlink su network pubblici; tali reti solitamente vengono considerate “private”, senza però pensare che quando si pubblicizza un network non si può più parlare di rete privata.

Google ha tentato nella sua storia più recente di tagliare fuori le cosiddette reti pubbliche andando a fermare anche quei sito web che le utilizzavano. Riconoscerle è stato molto facile, poiché queste reti presentano una quantità eccessiva di link in uscita (tra 25 e 50, ma anche oltre) sulla homepage, e si tratta spesso di contenuti irrilevanti che non hanno nulla a che fare gli uni con gli altri: si verificano in questo caso collegamenti tra siti di moda con fitness e gambling. Aggiungiamoci anche che i link in uscita spesso hanno a che fare con un tipo di authority molto bassa (post di appena 250 parole per esempio) e quindi con una fiducia precaria.

 

DOFOLLOW E NOFOLLOW

Dofollow e nofollow questo è il dilemma: senza dubbio questi sono alcuni dei backlink più economici che possiamo andare ad acquistare, senza contare che sono anche la ricetta perfetta per attirare a se sanzioni. Vediamo prima di tutto di spiegare in breve che cosa siano, poiché il significato è piuttosto semplice: quando andiamo a inserire l’attributo nofollow andiamo ad avvisare il motore di ricerca che quella particolare pagina o il nostro link non deve essere inserita negli indici di ricerca. Al contrario i dofollow indicano la validità di un link per i motori di ricerca e la certezza che si tratti di un link che non viene quindi collegato al nofollow.

Sono due aspetti molto pericolosi nell’ottica della nostra campagna per il posizionamento sui motori di ricerca, poiché quei siti che permettono anche i commenti al blog dofollow tendono a presentare centinaia di link in uscita da SEO che andranno a sfruttarlo. Tali link in uscita però saranno soprattutto a contenuto “poco pulito”, ossia un concetto che si pone in maniera contrastante rispetto alla nostra regolina numero 5 del “come costruire i backlink”. E noi non vogliamo di certo distanziarci dalle regole di “buona condotta” per massimizzare la nostra campagna SEO.

Un capitolo a parte va poi legato al concetto di sidebar e footer. Generalmente questi due backlink possono risultare utili nel nostro lavoro di indicizzazione SEO, ma al tempo stesso possono rappresentare un rischio non gradito. Vediamo di capire il perché: i cosiddetti collegamenti autonomi assumono le sembianze di un backlink a pagamento e questo comportamento non viene visto di buon occhio dal nostro caro, vecchio Google. E’ l’ennesima prova di un contenuto “poco pulito” e irrilevante che dobbiamo sempre cercare di evitare per la buona riuscita della nostra operazione di crescita sui motori di ricerca.

 

Nel caso di sidebar e footer parliamo di collegamenti che sono in genere rivolti al sito: possiamo così arrivare a distruggere il sito con le nostre stesse mani, soprattutto se si utilizza un anchor text troppo ricco di parole chiave. E’ come se comandassimo troppe keyword che quindi rimandano ad innumerevoli collegamenti al sito, togliendo rilevanza alle reali parole chiave sulle quali fare affidamento.

 

BACKLINK AUTOMATIZZATI

Potrebbe sembrare ovvio, ma è sempre meglio chiarire ogni singolo concetto: i backlink automatizzati dovrebbero essere evitati senza “se” e senza “ma”. Alcuni software

Alcuni di questi software includono GSA, SENuke e Ultimate Demon: sono piattaforme di spam che potrebbero costare caro al vostro sito in vista di una sanzione. E’ bene non ignorare neppure questo fastidioso aspetto quando ci addentriamo nell’analisi di un sito e nella creazione di backlink per il posizionamento sui motori di ricerca del nostro website.

 

COME SI AUMENTA L’AUTHORITY DEL SITO?

Vogliamo addentrarci per un momento all’interno di un concetto molto importante che non possiamo ignorare, visto che abbiamo avuto modo di accennarlo in precedenza. Riapriamo il capitolo dell’Authority site e vediamo insieme come fare per poter aumentare questa “autorità” riconosciuta al blog o web page che abbiamo di fronte a noi. Il principio base è e deve essere solo uno: lo scopo di acquisizione dei link serve per dare fondamenta stabili al nostro sito, trasformandolo così in un authority. Più sarà autorevole e maggiore sarà la scalata nel ranking per mezzo delle parole chiave digitate nei motori di ricerca.

 

Vediamo insieme come incrementare la nostra authority:

  • Correzione dei broken link: ogni link esterno che inseriamo va a diminuire l’autorità del sito. Ecco perché è importante effettuare una revisione nel nostro sito al fine di trovare i link esterni che sono rotti. Il discorso è legato sia a quello che troviamo nel contenuto che nei commenti. Per analizzare e rintracciare i collegamenti rotti potrete usare Google Search Console o Ahrefs.
  • Errore 404: dovremo trovare tutti gli errori 404 del sito utilizzando Google Search Console e fare quindi la richiesta di recupero. Quando rintracciate le pagine con l’errore 404 bisognerà eseguirle attraverso un controllo di massa con Ahrefs o Majestic. Nel momento in cui avrete recuperato queste pagine dovrete effettuare un redirect verso un’altra pagina che sia rilevante nel sito, oppure indirizzarle verso la home page.
  • Correzione del redirect: gli errori di redirect possono privare il livello di autorità del vostro sito, ostacolando così la fase di posizionamento sui motori di ricerca. Supponiamo di avere 3 pagine: la Pagina 1 con un redirect sulla Pagina 2, che a sua volta ha un redirect verso la Pagina 3. In questo caso il problema è abbastanza semplice: la Pagina 2 agirà come un buffer verso la Pagina 3 che è quella finale, ed è quella che perderà inevitabilmente autorità. Dobbiamo quindi puntare a risolvere questo redirect collegando direttamente la Pagina 1 alla Pagina 3.
  • Codice 302: attenzione, attenzione perché il codice 302, reindirizza il flusso authority e potrebbe andare a bloccare la stessa autorità del nostro sito. Per rimediare dovremo quindi trovare tutti i codici 302 e cambiarli in 301s. Consigliamo di usare Screaming Frog per poter scovare i codici in questione e modificarli.

 

SOCIAL NETWORK  E BACKLINK

Ora che abbiamo approfondito i punti base legate al concetto di authority site, riprendiamo il nostro percorso per migliorare il posizionamento sui motori di ricerca aprendo il capitolo dei backlink e social network. Per prima cosa dobbiamo dimostrare a Google che siamo proprietari di un sito e un business affidabile. Più saremo meritevoli di fiducia e maggiori saranno le nostre prestazioni sui motori di ricerca. Scopriamo allora i backlink che ci potranno aiutare a raggiungere un livello autorevole, partendo direttamente dai social network. Come prima cosa infatti dovrete rendere sicuri i social di vostra proprietà; detto questo bisogna assicurarsi sempre di aprire una pagina del proprio business almeno (e sottolineiamo almeno) in questi social:

  • Google +;
  • Facebook;
  • Twitter;
  • Instagram;
  • Pinterest;
  • LinkedIn (sia personale che per la vostra attività)

Chiaramente potrete stabilire una strategia social, andando a scegliere la piattaforma che sia a voi più affine, ma rinunciare a una di queste pagine potrebbe sicuramente avere effetti non positivi nei confronti del traffico del vostro sito, con effetti legati anche all’indirizzamento. Regolarmente dovrete andare a postare contenuti sulle vostre pagine, in modo da tenerle sempre attive e incentivare gli utenti a visitarle, andando poi a indirizzarli direttamente verso la vostra destinazione finale: il sito.

Ricordiamo inoltre che Google valuta gli elenchi di attività commerciali tanto da inserirle all’interno della sua ricerca locale per algoritmo; in questo modo, seguendo quindi la rotta della lista attività, potrete sfruttare al meglio qualsiasi campagna SEO. Queste liste rappresentano un modo perfetto per costruire una sostanziale base di fiducia attorno al vostro sito. A questo punto però è opportuno fare una piccola premessa: non tutti i backlinks verso il vostro sito dovranno essere pertinenti al 100%. Ebbene sì, perché in questo caso chiamiamo in causa non solo gli elenchi di attività commerciali ma soprattutto i profili dei social network. E in questo caso Google sa bene che molte imprese e attività si concentreranno proprio su questo aspetto, poiché stiamo parlando di piattaforme che sono estremamente fidate. E’ un po’ come dire che esistono contenuti che passano attraverso una porta “secondaria” perché non vengono considerati rilevanti.

E LE DIRECTORY ?

E’ vero, alcune directory sono considerate inutili, ma ce ne sono altrettante che possono avere una valenza davvero importante in tema di posizionamento sui motori di ricerca. Le directory web di nicchia sono infatti un ottimo alleato per i proprietari di piccole-medie imprese on-line al fine di poter elencare le informazioni utili per il settore e per i potenziali clienti che potranno così facilitare la fase di ricerca. Quali directory web di nicchia però saranno più adatti al nostro business? Precisiamo subito che le directory di nicchia sono diverse dai motori di ricerca, poiché sono altamente specializzati: effettuando infatti una ricerca con le parole “zumba fitness” si verrà indirizzati verso siti strutturati che trattino l’argomento in modo completo, con riferimento ad allenamenti specifici e corsi.

Per tutti i siti esistono dei parametri che sono utili per ottenere un’idea sulla qualità di una directory, valutando non solo il traffico diretto ma anche per favorire proprio il posizionamento di un sito nei motori di ricerca. Ricordiamo però che qualora una directory non fosse indicizzata su Google, sarà molto difficile che possa essere trovata: inoltre è presto detto che se le stesse pagine di una directory non sono ben indicizzate vi sarà un errore che non aiuterà la scalata attraverso Google e altri motori di ricerca.

Il problema legato alle pagine non indicizzate al meglio viene rilevato da PageRank di Google, il cui operato si manifesta attraverso un giudizio globale che va da 0 a 10 su una scala logaritmica che è formulata da Google. Il problema più grande è dato dal fatto che il PageRank visibile agli utenti non è quello che viene usato anche da Google, poiché quello che vediamo nella toolbar viene aggiornata solo con scadenza di 3-4 mesi. Ma è importante citarlo proprio perché è uno dei fattori importanti per giudicare l’importanza e l’authority di una pagina del sito.

Esistono anche directory a pagamento per effettuare la valutazione di una data segnalazione, senza però andare a garantire l’inserimento della pagina.

Riassumendo…

Andiamo a stilare una serie di tecniche di base utili per favorire un buon posizionamento sul web.

  • Stabiliamo i nostri obiettivi: i motori di ricerca infatti vogliono fornire agli utenti dei risultati di ricerca che siano strettamente legati alle parole chiave.
  • Contenuti completi: il nostro sito deve differenziarsi, dovrà infatti avere dei contenuti interessanti in modo da sostenere il posizionamento che richiederà un periodo di tempo difficile da definire, poiché per avere un buon risultato bisogna avere costanza e assicurarsi di avere una condizione base corretta sul sito. Una pagina carente a livello testuale è come una ricetta realizzata senza tutti gli ingredienti principali.
  • Parola d’ordine ottimizzazione: non si tratta solo di un processo da applicare, ma di un punto fermo che dovremo curare giorno dopo giorno. E’ presto detto che i siti che otterranno risultati migliori sono quelli che hanno curato l’ottimizzazione SEO a partire dal progetto, fino alla fase di realizzazione.
  • Comunichiamo il tema della pagina: Ogni pagina deve essere centrata su un tema preciso, alla quale attribuiremo una keyword di riferimento che dovrà fortificarla. Il tema dovrà quindi essere presentato al meglio, in modo chiaro non solo per gli utenti che leggeranno i contenuti, ma soprattutto per i motori di ricerca che ci interessano sempre per la fase di posizionamento.
  • La qualità prima di tutto: non dobbiamo mai pensare di riempire il sito o una pagina tanto per farlo, ma bensì dovremo puntare su testi di qualità senza attaccarci in maniera ossessiva alla quantità delle parole usate.
  • Scegliamo un sito facilmente navigabile: puntiamo su un sito web facilmente navigabile da parte dell’utente e dello spider. Si può operare andando a progettare una distribuzione logica dei contenuti andando anche ad assicurarsi che la navigazione avvenga per mezzo di normali link HTML.
  • Puntiamo sulla popolarità del sito: Prima di segnalare il sito ai motori di ricerca, è importante lavorare sui backlink, di cui abbiamo ampiamente parlato in precedenza. E ricordate, non è mai opportuno consigliare un sito che non sia in linea con i vostri gusti.

 

CONCLUSIONI

Vogliamo concludere questa guida con un ultimo concetto importante: la tecnica fusione, che possiamo utilizzare su tutti quei domini scaduti, effettuando in redirect 301 verso il nostro sito. Possiamo acquistare anche dei domini solo per usarli come reindirizzamento verso quello che consideriamo come il business centrale dell’attività. E’ consigliabile che i domini scaduti siano rilevanti al 100% per favorire il traffico utenti.

Ad oggi, nell’era rinominata “Web 2.0” esistono tante possibilità per creare siti attraverso Tumblr, Weebly e WordPress.com per esempio, una strategia ben nota da tempo, utile e facile da usare, ma che al tempo stesso può esporvi a un rischio sanzione nella vostra corsa verso un buon posizionamento del sito sui motori di ricerca. Se possibile è sempre meglio evitare di usare questo tipo di backlink quando andiamo ad operare sul livello Tier 1.

Il mondo del web è vastissimo, ma è certo che attraverso queste nozioni base e i consigli forniti saremo preparati a poter fronteggiare ogni tipo di ostacolo, in modo da massimizzare il successo delle nostre campagne per il posizionamento sui motori di ricerca.